Predatori in controilluminazione

Un predatore terribile si nasconde nelle nostre acque! La cosa speciale è che misura solo 2 cm circa.

Rimane sepolto, sotto la sabbia, durante il giorno; con i suoi 10 tentacoli, 2 dei quali retrattili, è sempre pronto a sferrare un attacco fulmineo a micro-crostacei e avannotti di pesci, ma la sua vera attività predatoria la attua principalmente nelle ore notturne. Stiamo parlando delle Sepiole (o Seppiole).
La piccola Sepiola, durante le sue scorribande notturne, utilizza un vero super potere. Grazie alla relazione simbiontica con un batterio capace di emettere luce (vibrio fischeri) contenuto in un apposito organo (l’organo luminoso) è in grado di emettere e modulare una piccola quantità di luce e, interponendosi tra luce prodotta dalla luna e un possibile predatore, diventa praticamente invisibile.
Il fenomeno della bioluminescenza è utilizzato da molti organismi abissali e notturni, ma generalmente è impiegato per attirare prede o per farsi riconoscere dal proprio partner. Le sepiole sono andate oltre! Usano questo fenomeno, non per attrarre, ma per nascondersi. Questa strategia è definita come “controilluminazione” (gli appassionati di fotografia mi capiranno); e pensate che grazie a questo piccolo animale si sono sviluppate numerose ricerche in campo militare e civile che sfruttano questo tipo di camuffamento.
Gli studi effettuati dai microbiologi negli anni ’60 sul batterio Vibrio fischeri portarono alla definizione di un processo naturale chiamato quorum sensing cioè “Un sistema di comunicazione tra batteri in grado di rispondere all’aumento della densità di popolazione modificandone l’espressione genica”.
In specifico per quanto riguarda il nostro batterio, attraverso questo meccanismo, sarà in grado di emettere luce solo quando la sua concentrazione, all’interno dell’organo luminoso della Sepiola, sarà superiore ad un certo valore. Che vantaggio può dare al Vibro fischeri questa strategia di sopravvivenza? Semplice, gli consente di non sprecare energia quando il suo segnale non sarebbe visibile (l’unione fa la forza).
Alle Hawaii un piccolo Sepiolidae (Euprymna scolopes) è stato studiato (e lo è tuttora) per comprendere meglio i meccanismi di simbiosi e i fenomeni di bioluminescenza.
Si è scoperto che le Sepiole espellono il 90% dei batteri simbiotici nel loro organo luminoso ogni mattina in un processo noto come "sfiatamento" (venting). Probabilmente lo fanno per far si che ci sia sempre una riserva di batteri negli oceani e per non sprecare energia con il loro mantenimento durante il giorno, quando la loro bioluminescenza sarebbe inutile.
Se vi state chiedendo se è possibile osservare questi animali nel Mediterraneo, la risposta è affermativa.
Nel “Mare nostrum” esistono ben 7 (forse 8 perché la Sepiola atlantica è potenzialmente presente nelle nostre acque) specie del genere Sepiola che presentano l’organo luminoso simile a quello della cugina Hawaiana .
Per osservarle bisogna per primo conoscere le zone di presenza, armarsi di pazienza e immergersi in acque basse su fondali sabbiosi. Io le ho osservate durante una muck dive in Sardegna in una baia vicino a Golfo Aranci.

Photo Credit: AJC1, Photo Credit: Cristian Gloor

Photo Credit: AJC1

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