Mantis shrimp

L’ordine Stomatopoda raggruppa i crostacei più incredibili del mondo marino. Questi animali, nel corso della loro evoluzione, hanno sviluppato un sistema visivo che non ha pari nel regno animale...

La specie che ha catturato maggiormente l’attenzione di subacquei e ricercatori è sicuramente la “peacock mantis shrimp o canocchia pavone” Odontodactylus scyllarus, un piccolo crostaceo lungo solo 15 cm che vive  nelle barriere coralline indo-pacifiche. A causa della livrea particolarmente colorata è stato anche ricercato da parte degli acquariofili di tutto il mondo, ma la sua introduzione negli ambienti controllati è stata un vero e proprio disastro; dopo alcuni giorni, si sono resi conto che questo colorato animaletto aveva sterminato completamente gli altri ospiti della vasca e, in alcuni casoi, era riuscito perfino a rompere il vetro tramite le sue pendici raptatorie. Diamo qualche dato interessante riguardo questo incredibile crostaceo.


1) Apparato visivo. Gli esseri umani non possono vedere la luce ultravioletta, ma molti artropodi e alcuni vertebrati hanno dei foto-recettori con un picco di sensibilità alla luce a lunghezze d'onda inferiori che ampliano la sensibilità visiva allo spettro luminoso. Questi crostacei marini hanno almeno quattro tipi di fotorecettori per la luce ultravioletta che sono sensibili a lunghezze d'onda di 315, 330, 340 e 380 nm, rendendoli, probabilmente, gli esseri viventi con la visione più sensibile esistenti in natura. Se noi umani possediamo tre tipi di coni (cellule adibite all’assorbimento della luce e che ci consentono di vedere diversi colori) alcune specie di Stomatopodi ne posseggono 16, permettendo a queste bizzarre creature di vedere gradazioni di colori che il nostro cervello non può neanche immaginare. La loro “super visione” gli conferisce la capacità di riconoscere diversi tipi di coralli e prede/predatori che sono semi trasparenti oppure fluorescenti. Si pensa anche che gli occhi, così complessi, si siano evoluti in modo da eseguire la stessa funzione dei neuroni del cervello umano, risultando un sistema cablato e più efficiente per un animale che richiede l’identificazione rapida del colore in un ambiente caleidoscopico come quello delle barriere coralline tropicali.


2) Predazione. Tutte le specie di Stomatopodi sono  predatrici; alcune specie comprimono la preda tramite le chele, tante la trafiggono e altre la stordiscono tramite colpi di rara esplosività. Certe specie sono rinomate per il loro metodo insolito di rompere conchiglie di bivalvi e gasteropodi con brevi e potenti colpi delle loro appendici raptatorie. Gli scienziati hanno scoperto che sia la forza d’urto sia la forza di cavitazione agiscono durante l’atto predatorio. Il colpo inferto alla preda infatti, genera due picchi, il primo dovuto allo scontro con la malcapitata preda, e il secondo, molto più potente, dovuto al collasso delle micro bolle nell’area circostante (impatto che consente di stordire la preda anche se il colpo non è andato a segno).


Morale?? Se incontrate una mantis shrimp in qualche reef tropicale non stuzzicatela troppo, perché potrebbe rivelarsi un’ inaspettata esperta di arti marziali, con una super visione ed un’ incredibile forza che non ha pari nel regno animale.

Photo Credit: Silke Baron

 Mantis shrimp

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