Lumache a pannelli solari

Il Genere Elysia raggruppa diverse specie di Opistobranchi che vivono sia in acque temperate sia in ambienti tropicali.

Questi incredibili molluschi hanno l’ambizione di voler diventare i primi animali al mondo ad essere autotrofi, cioè che si nutrono sintetizzando molecole inorganiche, come le piante per intenderci. Attraverso un vero e proprio atto raptatorio, le simpatiche lumachine, infatti assimilano gli organuli fotosintetici (cloroplasti) di alcune alghe per sfruttarne il proficuo lavoro. Le piccole Elysie sono caratterizzate da una serie di adattamenti morfologici che le rendono uniche nel regno animale. L’apparato digerente è esteso a tutto il corpo dell’animale e le ramificazioni consentono  di aumentare la superficie fotosintetica. Non a caso, le specie appartenenti a questo genere hanno sviluppato una serie di pseudopodi (escrescenze ramificate) sul dorso e una pelle molto trasparente per far filtrare meglio la luce solare. I cloroplasti vengono inglobati in speciali sacche che sono disseminate per tutto il canale digerente e appositamente tenute in vita. Il glucosio, formato dai cloroplasti attraverso la fotosintesi viene convertito dall’Elysia e usato come nutrimento. Un bel modo per raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo, anzi con il minimo sforzo di altri. Una volta esaurito il potere fotosintetico dei cloroplasti assimilati, il gioco è semplice,  basta trovare un alga e succhiarne altri attraverso la radula (lingua modificata di alcune famiglie di molluschi). Per osservare queste piccole “lumache di mare” non bisogna andare lontano. Le appartenenti a questo genere vivono generalmente in acque basse ed in zone ben illuminate. Generalmente sono di piccole dimensione e spesso vengono scambiate per nudibranchi. Nel mar mediterraneo esistono 8 specie che sono osservabili sopra le alghe di cui si nutrono e dalle quali estraggono gli importantissimi cloroplasti. Un incredibile esempio di come l’evoluzione abbia spinto questi animali a diventare” predatori di organuli fotosintetici” e un motivo in più per organizzare una bella muck dive!

Photo Credit: Wykop.pl

 

(Cloroplasti) Credit: museiinscienza.it

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