Intervista al Guardiano di Scilla

Quando si parla di Francesco Turano, non si sa da dove iniziare: fotografo, illustratore, scrittore e divulgatore scientifico, esperto di biologia marina, navigata guida subacquea e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente un vero amante del mare, attento a voler trasmettere rispetto e attenzione per il mondo sommerso attraverso i suoi incredibili lavori. In questa breve intervista conosceremo meglio il fotografo e il subacqueo e ci farà da guida virtuale per il tratto di mare che più lo rappresenta, lo stretto di Messina...

Ciao Francesco, raccontaci brevemente la tua storia subacquea.
Ho iniziato ad immergermi giovanissimo, prima in apnea poi con l'autorespiratore. Ho imparato da autodidatta, prima che arrivassero in Italia le prime didattiche americane, e solo dopo aver acquisito una certa esperienza ho preso i primi brevetti. La passione per la fotografia nasce istintiva, essendo già un disegnatore per natura (un dono, dalla nascita). Avevo dieci anni quando presi in mano la prima fotocamera, e venti quando iniziai a fotografare sott'acqua. Essendo nato e cresciuto vicino al mare, ho avuto la fortuna di essere rapito dal fascino del mondo sommerso e dopo la prima sbirciata ai fondali marini con la maschera non ho più saputo rinunciare al vivere certe esperienze. Lo Stretto di Messina mi ha sempre regalato incredibili emozioni e viaggiare per il mondo mi ha fatto capire meglio il valore di questo angolo di Mediterraneo e apprezzare la sua grande biodiversità. Oggi, con tanti anni di immersioni sulle spalle (oltre cinquemila tuffi) e con trent'anni di esperienze come fotosub, credo di avere raggiunto una consapevolezza tale da farmi apprezzare le cose con un'intensità particolare. Non ho mai voluto fare l'istruttore e non amo le immersioni in gruppi numerosi, ma ho sempre accompagnato quei subacquei appassionati e consapevoli alla scoperta del mondo sommerso dello Stretto di Messina, un mare stupendo ma custodito dall'impeto di correnti forti e pericolose.
Come ti descriveresti come subacqueo?
Sono un sentimentale, un subacqueo poco attratto dalla tecnica delle immersioni ma molto affascinato dal mare, dalla Natura, dalle avventure. Non sono un tecnico ma neanche un ricreativo, praticando qualcosa che potrebbe forse stare a metà strada tra le due cose, un sistema del tutto personale che mi consente di vivere le immersioni concentrandomi sulla fotografia e sugli ambienti, la flora e la fauna. Mi piace coinvolgere le persone che accompagno sott'acqua, sono un istruttore di biologia marina, cercando di trasmettere le emozioni e il valore di alcuni spettacoli che la Natura riserva a pochi privilegiati. E accompagno con soddisfazione fotosub che non cercano solo la magia di uno scatto, ma anche il sapore del mare, quello vero, da condividere con amici dopo un tuffo in piacevole compagnia.
Quale è la tua immersione preferita nello stretto?
Son tante le immersioni che lo Stretto di Messina riserva ai subacquei, tutte diverse, ma quella che preferisco è sicuramente la Montagna di Scilla, un po’ perché è una secca che ho vissuto in solitaria per molto tempo (sin dal primo giorno, quando ci arrivai da solo - 1988), un po’ perché credo che il livello di biodiversità e colore di questo sito sia unico in tutto il Mediterraneo e stupirebbe qualunque subacqueo. Stiamo parlando di un gruppo di imponenti scogli di roccia granitica totalmente ricoperti da gorgonie bicolore rosse e gialle (Paramuricea clavata) sparsi tra i 20 e i 60m di profondità, tra cui spicca una guglia di una ventina di metri, protesa verso la superficie, dalla forma simile a un dente di squalo, detta appunto "la montagna".
Un eden per pesci e invertebrati, dove il subacqueo si muove circondato da un benthos straordinario, ospite di un mondo dove è possibile nuotare in punta di pinne solo nell'intervallo tra la montante e la scendente, le due correnti che in questo si alternano costantemente dalla notte dei tempi!
Quali sono le tue 5 immersioni preferite in giro per il mondo / il tuo più bel ricordo subacqueo?
Australia, Kangaroo Island. Sudan, relitto dell'Umbria. Cuba, Giardini della Regina. Canarie, Bajo de las Gerardias. Mar Rosso, Ras Mohammed. Queste le immersioni che preferisco tra quelle fatte nel mondo. Il mio più bel ricordo subacqueo è legato a un tuffo in Australia, in notturna, che mi ha visto per oltre cinquanta minuti nuotare e scattar foto con una enorme cernia al fianco, felice della luce che proiettavo sui pesci che, a suo comodo, sceglieva come prede e ingoiava avidamente sotto i miei occhi increduli.
Nuovi orizzonti  e sfide del tuo futuro subacqueo e della tua attività.
Dopo una vita sott'acqua, dopo la vita che ho visto sparire anno dopo anno durante le mie immersioni, sono oggi orientato e specializzato verso immersioni consapevoli indirizzate alla conoscenza e alla valorizzazione degli habitat costieri, devastati dall'incuria di noi umani indifferenti e ignoranti. Oggi accompagno pochi subacquei rigorosamente selezionati, la mia attività cerca di essere in equilibrio con gli ecosistemi e tengo corsi di biologia marina e fotografia subacquea naturalistica per consentire a chi si avvicina al mare di capire sin dall'inizio il valore vero del mare, dell'oceano e delle sue creature.
Consigli per chi volesse visitare l'area dello stretto
L'area dello Stretto di Messina è visitabile in tutto l'arco dell'anno vista la limpidezza dell'acqua e il clima mite. Questo braccio presenta due versanti, Jonico e Tirrenico, completamente diversi ed entrambi affascinanti. Molte le immersioni da proporre, alcune fattibili comodamente da terra. Pochi i diving presenti, ma preparati ad affrontare queste immersioni in tranquillità con piccoli gruppi.
Intervista al Guardiano di Scilla

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