Il relitto dell' Elviscot

N 42° 44’ 37.32’’ E 10° 7’ 9.119’’ sono le coordinate del relitto ricreativo più visitato d’Italia.

Ci troviamo a Pomonte che insieme a Chiessi rappresenta una vera e propria perla della costa occidentale dell’isola d’Elba. Il granito che dal monte San Bartolomeo scende ripido nel mare azzurro ha creato in questo tratto di mare insenature e calette che rappresentano il sunto del Mare Mediterraneo.

POMONTE

Pomonte ha diversi zone che si prestano per il bagno e la vita vacanziera.
La zona del Calello, antico approdo dove si caricava granito, materiali vari e soprattutto uva nei tempi antichi; dove gli amanti degli scogli lisci si possono tuffare direttamente in mare in un’acqua dalle mille gradazioni di azzurro.
La spiaggia delle scalette, comoda spiaggia di sassi granitici dedicata ai bambini più piccoli.
La spiaggia del quartiere, chiamata anche spiaggia del relitto, attrezzata con ombrelloni e lettini.
Le spiagge dell’Ogliera e del pescatore, due porzioni di spiaggia di piccoli sassi raggiungibili, marea permettendo, dalla spiaggia attrezzata.
Ma torniamo al nostro relitto.

LA STORIA DELL'ELVISCOT

L'Elviscot era un piccolo mercantile costruito nel 1960 di 62,25 metri di lunghezza per una stazza di 499 tonnellate. Fu costruito nei cantieri olandesi di Waterhuizen (NL) e fu acquistato dalla Lavinia Antonio Scotto di Napoli che lo usò per il trasporto di legname collegando i porti del sud Italia alla costa Provenzale. Nel Gennaio del 1972 il mercantile lasciò il porto di Taranto con lo scopo di raggiungere il porto di Marsiglia e prendere in consegna un carico di cemento.
Il 10 Gennaio, nel canale tra Corsica e isola d’Elba, a causa di un’infiltrazione di acqua sotto coperta il comandante decise di avvicinarsi a riva per assicurare la nave su un fondo sabbioso.
Raggiunte, alle 20.00, le acque davanti a Pomonte il comandante non vide lo scoglio dell’Ogliera, nome locale che indica una specie di anemone raccolta in passato per preparare piatti tradizionali, e il mercantile andò in secca salendo letteralmente con la prua sopra lo scoglio. Fortunatamente tutto l’equipaggio rimase illeso e salito su una scialuppa di salvataggio raggiunse la riva.
L’Elviscot rimase per metà fuori dall’acqua a soli 150 m da riva diventando, fin da subito, un’ attrazione turistica. Per la sua vicinanza alla spiaggia e il rischio che qualcuno si facesse male avventurandosi al suo interno si decise di rimuoverlo. Fu tagliato in due tronconi e la prua fu rimossa. La poppa invece affondò completamente adagiandosi sul lato di tribordo su un fondale di 12 m di sabbia bianca.

IMMERSIONE

L’immersione parte da riva, dopo un breafing all’ombra dei tamerici si entra nell’acqua bassa nella zona protetta dai massoni della spiaggia del relitto. Dopo una ventina di pinneggiate in superficie e controllata la corrente ci si immerge su un fondale sabbioso di circa 7 m. Questa parte è l’ideale per cercare polpi, rombi di rena , cavallucci camusi e in notturna seppie e seppiole, ma consiglio di concentrarsi su quest’area al ritorno facendo una lunga sosta di sicurezza prima di tornare in spiaggia. Dirigendosi in direzione Sud si scorge la prima parte del relitto e passando in un canale di sabbia tra lo scoglio dell’Ogliera e la fiancata si arriva alla parte più scenografica del relitto.
Partendo dalla spiaggia l’Elviscot ci appare come un mostro marino con la bocca aperta; è ancora chiara la linea di taglio avvenuta per la sua rimozione; la poppa è in direzione sud ed è ancora ben visibile la fumarola e il corridoio delle cabine. Lo scafo è possente ed integro, a circa 7 m sono visibili gli oblò all’interno dei quali è facile scorgere gamberetti e cipree.
L’interno della sala macchine sembra una cattedrale dove raggi di luce si insinuano nelle spaccature del ferro e illuminano il motore. Nuvole di re di triglie aspettano immobili nella pancia del relitto.
È sconsigliato entrare nella sala macchine per motivi di sicurezza e per non rovinare il relitto, l’interno comunque si può osservare e fotografare da una finestra del castello di poppa.
Dopo aver visitato il relitto e i suoi abitanti ci si dirige lentamente verso riva. Una semplice immersione che può sorprendere anche i subacquei più esperti. Sicuramente consigliata a fotografi e subacquei che hanno voglia di fare una lunga e rilassante immersione.

CONSIGLI

C’è un centro immersioni direttamente nel paese di Pomonte che offre immersioni guidate in diversi orari della giornata, mantenendo piccoli gruppi di subacquei. Io mi sono affidato a loro e sono rimasto realmente colpito per la quantità di animali che la guida, biologa marina, mi ha fatto vedere, sembrava li conoscesse per nome… e forse era proprio così.

LINK UTILI

IMMERSIONE ELVISCOT

DIVING POMONTE & OUTDOOR

ASSOCIAZIONE IL CALLELLO

Il relitto dell' Elviscot

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